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		<title>Sardegna Naturista - Blogs</title>
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		<description>Comunity Naturista sulla Sardegna</description>
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			<title>Sardegna Naturista - Blogs</title>
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			<title>Annuario delle strutture ricettive extra alberghiere in Sardegna</title>
			<link>http://www.sardegnanaturista.it/entry.php?19-Annuario-delle-strutture-ricettive-extra-alberghiere-in-Sardegna</link>
			<pubDate>Thu, 10 Feb 2011 10:20:42 GMT</pubDate>
			<description>112 allegati (http://www.sardegnanaturista.it/attachment.php?attachmentid=112) 
Annuario degli ostelli, case per ferie, affittacamere/locande,...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><div style="text-align: left;"><font color="#000000"><span style="font-family: Verdana"><a href="http://www.sardegnanaturista.it/attachment.php?attachmentid=112&amp;d=1297333184" id="attachment112" rel="Lightbox_19" ><img src="http://www.sardegnanaturista.it/attachment.php?attachmentid=112&amp;d=1313609669&amp;thumb=1" border="0" alt="Clicca sull'immagine per ingrandirla

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<br />
<font color="#000000"><span style="font-family: Verdana"><font color="#000000"><div style="text-align: left;"><span style="font-family: Verdana">Per ogni struttura ricettiva si riportano: recapiti, categoria, servizi, prezzi, periodo di apertura e capacità ricettiva.</span></div></font></span><br />
</font></font></span><br />
  <br />
<br />
<span style="font-family: Verdana"><font color="#000000"><font color="#000000"><span style="font-family: Verdana"><font color="#000000"><div style="text-align: left;"><span style="font-family: Verdana">Autore: Regione Autonoma della Sardegna</span></div></font><div style="text-align: left;"><br />
<br />
<div style="text-align: left;"><span style="font-family: Verdana"><font color="#000000">A cura di: Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio</font></span></div></div></span><div style="text-align: left;"><br />
<br />
</div><br />
</font><br />
 </font></span></div><br />
<div style="text-align: left;"><span style="font-family: Verdana"><font color="#000000"><a href="http://www.sardegnaturismo.it/annuario_extra_alberghiere.pdf" target="_blank">Scarica la guida</a></font></span><br />
:icon_smile1:</div></blockquote>

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			<dc:creator>Marco</dc:creator>
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			<title>Annuario degli hotel e camping in Sardegna</title>
			<link>http://www.sardegnanaturista.it/entry.php?18-Annuario-degli-hotel-e-camping-in-Sardegna</link>
			<pubDate>Thu, 10 Feb 2011 10:09:11 GMT</pubDate>
			<description>111 allegati (http://www.sardegnanaturista.it/attachment.php?attachmentid=111) 
Annuario delle strutture ricettive della Sardegna. La guida comprende...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><a href="http://www.sardegnanaturista.it/attachment.php?attachmentid=111&amp;d=1297332339" id="attachment111" rel="Lightbox_18" ><img src="http://www.sardegnanaturista.it/attachment.php?attachmentid=111&amp;d=1313609669&amp;thumb=1" border="0" alt="Clicca sull'immagine per ingrandirla

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ID: 111" class="thumbnail" style="float:CONFIG" /></a><br />
<div style="text-align: left;"><font color="#000000"><span style="font-family: Verdana">Annuario delle strutture ricettive della Sardegna. La guida comprende alberghi, alberghi residenziali, camping e villaggi turistici. Per ogni struttura sono indicati il periodo di apertura e di alta stagione, i servizi offerti e le tariffe.</span></font><br />
<font color="#000000"><span style="font-family: Verdana">Regione Autonoma della Sardegna</span></font><br />
<span style="font-family: Verdana"><font color="#000000">A cura di: Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio</font></span><br />
 <br />
<span style="font-family: Verdana"><a href="http://www.sardegnaturismo.it/annuario.pdf" target="_blank">Scarica la guida</a></span></div></blockquote>

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			<dc:creator>Marco</dc:creator>
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			<title>Sardegna, cavallino della Giara</title>
			<link>http://www.sardegnanaturista.it/entry.php?17-Sardegna-cavallino-della-Giara</link>
			<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 13:08:41 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[Il Cavallino della Giara è caratterizzato principalmente dall'avere piccole dimensioni, peso oscillante fra i 170 e i 220 kg e altezza al garrese...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><div align="justify">Il Cavallino della Giara è caratterizzato principalmente dall'avere piccole dimensioni, peso oscillante fra i 170 e i 220 kg e altezza al garrese pari a 128 – 132 cm nei maschi e 125–127  cm  nelle  femmine. Il colore del mantello può essere sauro bruciato, baio di tipo selvaggio o morello. Dagli anni Cinquanta una parte della popolazione  equina della  Giara  ha  evidenziato un  aumento  di mole  e la  comparsa  di caratteri atipici, come cute più fine, pelo più morbido e sericeo, presenza di balzane, stelle e liste. Questi caratteri sono presenti con maggior frequenza  nei gruppi familiari più  domestici, mentre sono  del tutto assenti in quelle  mandrie  che, essendo molto  selvatiche  ed  elusive, riescono sempre  ad  evitare o addirittura travolgere l'accerchiamento dei cavalieri e vivono così in completo isolamento. L'aumento di mole e la presenza di caratteri nuovi è da attribuire all'introduzione  di animali estranei ad opera degli allevatori al fine di ottenere una maggior resa di carne per capo. L'unico utilizzo economico oggi possibile, oltre a quello turistico, è infatti l'invio al macello poiché  la  meccanizzazione ha  reso del tutto  superato l'uso  del Cavallo nei lavori agro–pastorali. Un tempo invece i Cavallini della Giara venivano acquistati dai pastori per il trasporto  del latte, dagli agricoltori  per la trebbiatura ed anche  da  napoletani e  siciliani per recarsi al mercato col carro carico di frutta.<br />
Come tutti i Cavalli selvaggi anche quello della Giara vive riunito in mandrie familiari che controllano un deternsinato territorio e non tollerano gli individui provenienti da altri branchi, che tentano  di aggregarsi  a loro. Il Cavallino  della Giara  è  vivace, nervoso e  ribelle; si dimostra agile e sicuro come una capra nel salire su una roccia, nel saltare un muretto a secco o nel procedere nel mezzo del fitto sottobosco. È inoltre rustico, resistente alle malattie ed alle avversità climatiche, ben  adattato all'ambiente che  frequenta, nel quale riesce a sopravvivere anche in regime  di  scarsità d'acqua  (sulla Giara  d'estate esistono solo 5 sorgenti) e ad utilizzare al massimo le possibilità alimentari del biotopo. Si alimenta infatti soprattutto di foglie, teneri germogli del sottobosco e ghiande delle quali è molto ghiotto perché i pascoli, presenti principalmente nella tarda primavera, sono rappresentati da erbe  di scarso valore  nutritivo.<br />
<br />
<img src="http://www.prolocotuili.it/LA%20GIARA/Cavallini/Immagini/Cavallo%20della%20Giara.jpg" border="0" alt="" /><br />
<br />
Il genere di vita dei Cavallini è strettamente legato  at fattori ambientali. I periodi a loro più favorevoli sono l'autunno e la primavera perché sulla Giara il clima diventa mite e le piogge, che normalmente  vi cadono, rendono possibile la crescita dei pascoli. D'inverno invece i Cavallini devono af'rontare difficoltà di natura alimentare e soprattuttu climatica: il freddo intenso e pungente, la pioggia e la neve mettono  a  dura  prova  la loro resistenza  e  solo  gli esemplari  sani riescono  a  superare  questa stagione. Dai rigori del clima il Cavallino sardo si difende  non solo  cercando  luoghi più  o  meno riparati, ma anche mediante una maggior villosità del mantello, che ha la funzione di aumentare l'isolamento termico.  <br />
<br />
Con l'arrivo  della  primavera  e  con l'aumento della temperatura i Cavallini vanno incontro ad una muta del pelo, che diventa più corto,  più liscio  e lucente. È  questo  il periodo dell'anno nel quale sulla Giara c'è cibo in abbondanza ed ovviamente  è in tale  stagione che le femmine gravide partoriscono il loro unico piccolo. Nel tardo autunno, d'inverno e in primavera i Cavallini devono competere  col bestiame domestico, che viene portato sulla Giara: nelle annate più rigogliose pare  che  si possano contare persino 1000 bovini, 3000–5000 ovini e 3000 capre, nonché un numero imprecisato di maiali. La maggior parte di questi capi di bestiame viene poi riportata in pianura  nel mese  di luglio, quando  a  valle  c'è disponibilità di foraggio e le condizioni alimentari sull'altopi no cominciano invece a farsi difficili. Durante l'estate la  Giara si inaridisce: i pochi stagni (is  paulis) che resistono  alla  forte evaporazione hanno acqua putrida e le sorgenti, che nel periodo piovoso sono 14, si riducono a 5. Nella seconda metà d'agosto gli otto allevatori, proprietari delle mandrie, catturano  il maggior numero possibile di Cavallini, inseguendoli a cavallo con manovra avvolgente ed obbligandoti ad attraversare  passaggi predisposti che conducono a recinti di pietra oppure ad uno dei pochi accessi naturali della Giara, normalmente tenuti  chiusi. La  cattura  e la  marchiatura  viene effettuata nella seconda metà d'agosto quando i Cavallini non presentano ancora segni di denutrizione, le femmine non rischiano più di abortire perché gravide da 3–4 mesi e i puledri sono ormai in grado di seguire agevolmente la madre.<br />
In genere non si riesce a prendere più di un terzo dei Cavallini presenti sulla Giara. I maschi in  eccesso  e talora  anche  le  vecchie  femmine, soprattutto se non gravide, sono inviati almacello, mentre gli altri animali vengono marchiati e riportati sull'altopiano. Ogni Cavallino  è contraddistinto da 3 marchi: uno  sulla  spalla  col simbolo del comune di residenza dell'allevatore, un altro sulla coscia con le iniziali del proprietario ed infine un terzo, costituito da una G, che serve per riconoscere gli esemplari puri da riportare nella Giara. I Cavallini sardi vivono riuniti in mandrie familiari, composte da una decina di esemplari e guidate sempre da uno stallone dominante,  al  quale  compete  la  difesa  delle  femmine  e dei puledri, che esso attua mediante una saggia guida.  Il  capo–branco,  una  volta  conquistato il comando a suon di morsi e calci, scaccia tutti i possibili rivali, compresi i suoi figli maschi, se diventati sessualmente maturi. Durante il periodo  riproduttivo, che in  genere  va  da  marzo  a giugno, gli scontri fra maschi si fanno più frequenti e i branchi dominati dagli stalloni più vigorosi aumentano di numero fino a triplicarsi per incorporamento  delle  femmine degli  sconfitti. Anche i maschi di rango inferiore riescono però a partecipare, seppure in misura assai inferiore, all' attività riproduttiva perché capita sovente che incontrino femmine non gradite agli stalloni dominanti e perciò da questi trascurate e talora addirittura allontanate dal branco. I maschi sono  perciò sempre in  eccesso  perché uno  solo di loro  può  agevolmente  controllare numerose femmine ed accoppiarsi con loro. L'evoluzione ha scelto questa strada per far si che mentre da un lato gli esemplari più intelligenti, focosi e combattivi, e quindi più capaci nell'evitare le insidie, trasmettono le proprie caratteristiche vincenti alle future generazioni, dall'altro non si perdano le possibilità evolutive, costituite dal patrimonio genetico dei maschi perdenti, le  quali potrebbero  rivelarsi utili in  un  mutato ambiente futuro. Dopo una gravidanza di circa il mesi, fra febbraio e maggio, le femmine partoriscono i piccolo, che viene accudito dalla madre  e difeso  all'occorrenza  anche dal padre.<br />
Durante il primo annodi vita il puledro stringe con la  madre  stretti rapporti parentali, che  si allentano nel secondo e si esauriscono nel terzo anno col sopraggiungere della maturità sessuale.<br />
</div><br />
<br />

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			<dc:creator>Marco</dc:creator>
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			<title>La Maddalena</title>
			<link>http://www.sardegnanaturista.it/entry.php?16-La-Maddalena</link>
			<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 13:18:26 GMT</pubDate>
			<description>La Maddalena (in gallurese e corso A Madalèna, in sardo Sa Madalèna ) è un comune di 11.899 abitanti della provincia di Olbia-Tempio ed è costituito...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><div align="justify">La Maddalena (in gallurese e corso A Madalèna, in sardo Sa Madalèna ) è un comune di 11.899 abitanti della provincia di Olbia-Tempio ed è costituito dall'arcipelago di sette isole principali (La Maddalena, Caprera, Santo Stefano, Spargi, Budelli, Santa Maria e Razzoli) e altri isolotti minori. La Maddalena e l'intero arcipelago sono compresi all'interno del Parco Nazionale dell'Arcipelago di La Maddalena, un'area protetta marina e terrestre di interesse nazionale e comunitario. La città di La Maddalena, risalente al settecento, sorge a sud dell'isola principale e si affaccia verso Palau.<br />
<br />
Rinomata località turistica , ha nel suo territorio numerose spiagge , come la celebre spiaggia rosa, arenile a massima protezione ambientale situato a nord ovest dell'Arcipelago nell'isola di Budelli, celebre per essere stata il set del film Il deserto rosso di Michelangelo Antonioni.<br />
<br />
L'arcipelago è noto anche per essere stato l'ultima dimora dell'Eroe dei Due Mondi Giuseppe Garibaldi che costruì, a Caprera la famosa "Casa bianca", oggi casa Museo aperta al pubblico e dove si può visitare la tomba dove riposa.<br />
<br />
Il dialetto Maddalenino (Isulanu), simile al tipo Gallurese, essendo frutto di immigrazioni dalla Corsica sette-ottocentesche (e quindi relativamente recenti) è quello che maggiormente presenta affinità con i moderni dialetti del Còrso (in particolare con l'entroterra di Bonifacio e Porto Vecchio, mentre gli altri dialetti galluresi si presentano più affini alle varianti conservative del Sartenese e dell'Alta Rocca), anche se con alcune sfumature caratteristiche a causa delle contaminazioni genovesi, spezzine e ponzesi.<br />
<br />
In particolare si distingue per l'innovazione nell'uso degli articoli ("u", "i", "a" come in còrso, per il gallurese e corso arcaico "lu", "li", "la"), il mantenimento del gruppo "qu" ("quistu" per "chistu", "quiddu" per "chiddu"), la conservazione della "v" non betacizzata ("avà" per "abà"), il mantenimento della pronuncia della -r- fino alla ipercorrezione ("portu" per "poltu", "durci" per "dulci") e l'impiego di un lessico aderente a quello odierno del corso meridionale ("acqua" per "ea", "nosciu" per "nostru", "zitèddu" per "stèddu", "nun" per "no"). Per queste caratteristiche potrebbe rientrare a pieno titolo tra i dialetti del sud della Corsica. L'intercomprensione reciproca tra còrso meridionale, maddalenino</div><br />
<br />
<div style="width:480px;" id="sdlplayer"><br/></div><script type="text/javascript" src="http://www.sardegnadigitallibrary.it/js/sdl.js">/* */</script><script type="text/javascript">ShowPlayer('http://www.regione.sardegna.it/flv/dl/flv_480/yes_italia_la_maddalena.flv','http://www.sardegnadigitallibrary.it/immagini/17_151_20100524093050.jpg','480','354');</script></blockquote>

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			<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		<item>
			<title>Il Quinto Moro - Bed and Breakfast</title>
			<link>http://www.sardegnanaturista.it/entry.php?15-Il-Quinto-Moro-Bed-and-Breakfast</link>
			<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 16:16:36 GMT</pubDate>
			<description>Pensato per chi cerca un Bed and Breakfast in Sardegna che sia capace di offrire una vacanza con il relax tipico di un Hotel di charme a prezzi...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><div align="justify"> Pensato per chi cerca un Bed and Breakfast in Sardegna che sia capace di offrire una vacanza con il relax tipico di un Hotel di charme a prezzi impareggiabili e che proponga offerte speciali in tutti i periodi dell’anno.<br />
Il Bed and Breakfast "Il Quinto Moro" sorge nel piccolo paese di Arbus , ultimo centro abitato prima delle spiagge più famose della Costa Verde quali Torre dei Corsari, le dune di Piscinas e la spiaggia di Scivu... una costa spettacolare e selvaggia caratterizzata da spettacolari strapiombi su acque smeraldo, lunghissime spiagge deserte di sabbia finissima e dune dorate alte oltre 60 metri.<br />
I proprietari del B&amp;B offrono ospitalità in 3 camere da letto tutte dotate di bagno privato e balconcino, climatizzatore autonomo, riscaldamento, cassaforte ed asciugacapelli.<br />
Sempre a disposizione degli ospiti l’ampia sala con camino a legna, il soppalco adibito ad area relax arredato con comodissimi divani, libreria di letteratura sarda ; ancora a disposizione degli ospiti la veranda con la splendida vista sulla pineta, dove la mattina potrete assaporare la colazione tipica sarda e la sera sorseggiare un buon mirto tra i profumi della macchia mediterranea.<br />
Arbus e la Costa Verde rappresenta uno degli ultimi baluardi di Sardegna ancora incontaminata, a differenza del Nord Sardegna e della Costa Smeralda, qua nel Sud Ovest in spiaggia si riesce ancora a trovare un angolo di pace anche ad Agosto. Oltre al mare di indiscussa bellezza, la zona di Arbus è famosa per la presenza dei resti delle Miniere della Sardegna, terminata l’estrazione ormai da decenni, oggi miniere e gallerie sono state riconvertite in Parco Geominerario e rese perfettamente visitabili ai turisti.<br />
Il B&amp;B offre ai propri ospiti un modo nuovo per vivere le vacanze in questo misterioso angolo di Sardegna, mèta rinomata per attività come trekking, hiking, walking, birdwatching, surfing, surfcasting, snorkeling, speleologia, archeologia, freeclimbing e cicloturismo.<br />
Grazie ad una rete di collaborazioni i proprietari propongono tour enogastronomici in tutta la provincia del Medio Campidano in ovili e piccole aziende vinicole, apicoltura biologica e zafferano, inoltre visite nei laboratori degli artigiani locali, gite ed escursioni in quad e jeep, a cavallo, in barca ed addirittura in aeroplano biposto.<br />
La vacanza in Sardegna, nel Bed and Breakfast “Il Quinto Moro” ad Arbus, servirà ad avvicinarsi alla ricchissima tradizione culturale ed eno-gastronomica di questa selvaggia ed incontaminata zona del Sud Sardegna.<br />
Il Quinto Moro - Bed and Breakfast<br />
Vico I Costituzione n. 4, 09031 Arbus (Sardinia - Italy) - Tel. +39 070 9759943 :: Mobile: +39 349 5137117 :: Fax. +39 070 9759943 <br />
<a href="http://www.ilquintomoro.it" target="_blank">http://www.ilquintomoro.it</a><br />
Email: <a href="mailto:info@ilquintomoro.it">info@ilquintomoro.it</a><br />
</div></blockquote>

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			<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Camping Ristorante Pizzeria Sciopadroxiu</title>
			<link>http://www.sardegnanaturista.it/entry.php?14-Camping-Ristorante-Pizzeria-Sciopadroxiu</link>
			<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 16:06:17 GMT</pubDate>
			<description>Il nostro Camping Sciopadroxiu ricavato da edifici minerari dimessi si trova a due chilometri dal mare immerso in una lussureggiante vegetazione di...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><div align="justify"> <br />
Il nostro Camping Sciopadroxiu ricavato da edifici minerari dimessi si trova a due chilometri dal mare immerso in una lussureggiante vegetazione di macchia mediterranea ai confini del campo dunale di Piscinas.<br />
Vi si arriva dopo una stupenda strada panoramica che discende dalla montagne fino al mare attraverso gli edifici abbandonati della miniera di Ingurtosu che per secoli ha animato il territorio. Il camping è dotato i tutti i comfort per il campeggiatore e per il camperista, con inoltre alcuni bungalow. Annesso alle piazzole di sosta un ristorante/pizzeria con la possibilità di ottanta coperti. <br />
Camping Ristorante Pizzeria Sciopadroxiu<br />
Loc. Sciopadroxiu - 09031 Arbus (CA)<br />
Tel. 349.7707938 ??? 340.5724310<br />
<a href="mailto:scioppadroxiu@ciaoarbus.it"><font color="#18507c">scioppadroxiu@ciaoarbus.it</font></a><br />
<a href="http://www.campingsciopadroxiu.com/" target="_blank"><font color="#18507c">www.campingsciopadroxiu.com</font></a><br />
</div></blockquote>

]]></content:encoded>
			<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Turismo Rurale Cortes</title>
			<link>http://www.sardegnanaturista.it/entry.php?13-Turismo-Rurale-Cortes</link>
			<pubDate>Tue, 17 Aug 2010 15:52:45 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[Il centro di turismo rurale "CORTES" offre ai visitatori un'accogliente ospitalità, pasti con prodotti tipici, e la possibilità di effettuare...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><div align="justify"><br />
<font size="2"><span style="font-family: Verdana"><font color="black"><span style="font-family: Verdana"><font size="2"><font color="black">Il centro di turismo rurale "CORTES" offre ai visitatori un'accogliente ospitalità, pasti con prodotti tipici, e la possibilità di effettuare passeggiate e visite di interesse culturale e naturalistico, in un contesto culturale e ambientale straordinario.</font></font></span><br />
<span style="font-family: Verdana"><font size="2"><font color="black">L’azienda agraria in cui è inserito il centro di turismo rurale CORTES è ubicata nel comune di Arbus e ricade nelle località denominate “Tronau, Genn’e bentu, Basiligò, Sibingia, confinanti con il Bacino minerario di Ingurtosu-Montevecchio. L’unità aziendale principale in cui sono dislocati i fabbricati si estende per 30 ha con giacitura collinare e centro aziendale ben collegato dal punto di vista viario con le più vicine località di Arbus e Ingurtosu, dai quali dista rispettivamente circa 5 e 3 Km. La distanza dal litorale di Piscinas è di circa 10 Km. </font></font></span><br />
<font size="2"><span style="font-family: Verdana"><font color="black">La vicinanza al vecchio centro minerario di Ingurtosu rappresenta una delle peculiarità di maggiore interesse turistico. </font></span></font><br />
<font size="2"><span style="font-family: Verdana"><font color="black">Dall’interno dell’azienda (P.ta Tronau), dopo un percorso in salita di circa 1.500 metri, è possibile godere di un panorama a 360°, che domina a Sud-Est sul massiccio del Monte Linas, a Ovest su alcuni cantieri minerari dismessi (“Pozzo Amsicora” e “Laveria Lamarmora”), a Nord sui bacini “Donegani” e “Zerbini” nonché sul rilievo del Monte Arcuentu. Su tutto il settore occidendale è poi possibile apprezzare una buona parte della costa verde.</font></span></font><br />
<font size="2"><span style="font-family: Verdana"><font color="black">Nell’area sono presenti anche alcune testimonianze di carattere archeologico risalenti al periodo nuragico (Tombe di giganti) e l’antica Chiesa della Madonna d’Itria, dove si svolge annualmente, alla fine di maggio, una sagra a carattere eminentemente religioso.</font></span></font><br />
<font size="2"><span style="font-family: Verdana"><font color="black">Tra le maggiori attrattive turistiche, oltre ai vecchi cantieri minerari, si sottolinea il litorale di Piscinas, già meta di un crescente flusso di visitatori per la suggestiva bellezza del suo esteso complesso dunale.</font></span></font><br />
<font size="2"><span style="font-family: Verdana"><font color="black">Non mancano poi all’interno dell’azienda importanti richiami di interesse naturalistico. Attraverso il tracciato esistente che consente di raggiungere “Punta Tronau” (circa 500 m.s.l.), è possibile osservare i vari strati della vegetazione mediterranea ed i suoi principali elementi erbacei, arbustivi e arborei. La realizzazione di un impianto forestale con finalità di ricostituzione boschiva, avvenuta circa 10 anni fa, consente altresì di apprezzare meglio, in comparazione con il territorio circostante, lo sviluppo e la diversificazione floristica.</font></span></font><br />
<font size="2"><span style="font-family: Verdana"><font color="black">Dal punto di vista faunistico spicca la presenza del cervo sardo, ma non mancano altre entità, anche se meno evidenti, altrettanto importanti, come alcune specie di insetti: la bellissima farfalle Charaxes jasius o i due scarabei endemici Thiphoeus hiostius e Thorectes intermedius.</font></span></font><br />
 <br />
Indirizzo azienda: Località "Genna de Bentu" - agro di Arbus (CA)<br />
<a href="http://www.turismocortes.it" target="_blank">http://www.turismocortes.it</a> <br />
Telefono: 340/5379676 - 079/290867 (ore pasti) <br />
Posta elettronica: <a href="mailto:arbus@turismocortes.it">arbus@turismocortes.it</a> - <a href="mailto:susanna-atzeni@libero.it">susanna-atzeni@libero.it</a> <br />
 <br />
 <br />
</font></span></font></div></blockquote>

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			<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Goletta Verde, Sardegna regina balneabilita']]></title>
			<link>http://www.sardegnanaturista.it/entry.php?12-Goletta-Verde-Sardegna-regina-balneabilita</link>
			<pubDate>Sun, 08 Aug 2010 08:00:14 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[107 allegati (http://www.sardegnanaturista.it/attachment.php?attachmentid=107)La Sardegna si conferma regina della balneabilita', in vetta alla...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><a href="http://www.sardegnanaturista.it/attachment.php?attachmentid=107&amp;d=1282059632" id="attachment107" rel="Lightbox_12" ><img src="http://www.sardegnanaturista.it/attachment.php?attachmentid=107&amp;d=1313609669&amp;thumb=1" border="0" alt="Clicca sull'immagine per ingrandirla

Nome:   goletta-verde-300x225.jpg
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ID: 107" class="thumbnail" style="float:CONFIG" /></a><div align="justify">La Sardegna si conferma regina della balneabilita', in vetta alla classifica nazionale delle Vele, con 35 localita' premiate da Guida Blu di Legambiente e Tci.<br />
Secondo Goletta verde, che ha presentato a Olbia i dati sullo stato di salute del mare e delle coste, la Sardegna si distingue in positivo con una media di 3,4 vele per localita'. Meno buone, ma incoraggianti, le notizie sulle analisi delle acque dei fiumi effettuate dai biologi di Goletta Verde. Lungo i 1.731 km. di costa sono solo sette, tra foci di fiumi, torrenti e canali, i punti con inquinamento microbiologico.</div></blockquote>

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			<dc:creator>Marco</dc:creator>
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			<title>Piscinas, le dune d’oro rispettate dagli uomini custodiscono miti e tesori</title>
			<link>http://www.sardegnanaturista.it/entry.php?11-Piscinas-le-dune-d’oro-rispettate-dagli-uomini-custodiscono-miti-e-tesori</link>
			<pubDate>Tue, 27 Jul 2010 11:48:47 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[*PARADISI DA PROTEGGERE 
Piscinas, le dune d’oro rispettate dagli uomini custodiscono miti e tesori* 
 
               <!-- fine TITOLO -->          ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><b>PARADISI DA PROTEGGERE<br />
Piscinas, le dune d’oro rispettate dagli uomini custodiscono miti e tesori</b><br />
<br />
               <!-- fine TITOLO -->            <!-- inizio SOMMARIO -->                          L’insieme è uno spettacolo affascinante ma questo angolo della Costa Verde di Arbus è anche terra ricca di scienza e sofferenza<br />
                         <!-- fine SOMMARIO -->                    <!-- inizio FIRMA -->                        di Giampaolo Meloni<br />
                       <!-- fine FIRMA -->                                                     <img src="http://locali.data.kataweb.it/kpmimages/kpm3/gloc/la-nuova-sardegna/2010/07/26/jpg_2201154.jpg" border="0" alt="" />                           <br />
<font size="1">La spiaggia di Piscinas</font><br />
<br />
<!-- inizio TESTO --> <div align="justify"><b>PISCINAS.</b> La sabbia è distesa come se fosse stata accarezzata da mani dolci. È ampia, livellata, destinata a consumarsi nel turchese del mare, limpido anche quando soffia il maestrale. È uno spettacolo avvolgente dopo quei chilometri di sterrato avvolto tra nuvole di polvere dal colore ocra gonfiate da un sentiero che rifiuta l’asfalto. Questa è anche una terra di scienza e di dolore. Il villaggio minerario di Ingurtosu è tra le più efficaci testimonianze dell’archeologia mineraria mondiale. Ma è anche il simbolo della sofferenza di migliaia di uomini morti per scavare nelle viscere della terra. È un angolo di paradiso che si chiama Costa Verde, nel comune di Arbus, costa occidentale. Una terra protetta ma esposta alla speculazione. Tutt’intorno dune sinuose di sabbia dorata sulle quali sfogano ginepri come corone, con lecci e ginestre a cingerne i contorni dove di tanto in tanto s’azzardano anche volpi e conigli. Un’altra fetta di paradiso terrestre, sopravvissuto ai veleni delle miniere. La miniera fu scoperta nella prima metà del XIX secolo. Cento anni e più di estrazioni, gallerie, trattamenti. Allora una terra accessibile solo ai lavoratori e intorno agli anni Settanta meta dei pionieri dell’escursionismo. «È un pianeta dalla bellezza intatta e anche un luogo di magie, di premonizioni e di fantasmi che emergono dalle viscere di quell’Eldorado barbarico dove, un tempo, si celavano tesori d’argento, di piombo e di zinco»: in questa terra, parole sue, Giampaolo Pansa ha immerso la storia del giornalista Bruno Vietti (scomparso misteriosamente) e della collega francese Angela Mercier, approdata da Parigi, trascinata dall’ossessione di scoprire la verità e saldare un conto. È da leggere sul posto, quando la sfera rossa del sole si adagia sul profilo del mare. Ogni visita nella zona dovrebbe prevedere in dotazione il romanzo “Ti condurrò fuori dalla notte” che Pansa pubblicò nel ’98 dopo avere scandagliato uomini e luoghi e riempito pagine di appunti durante le giornate trascorse all’hotel Le Dune.  <br />
È questo l’albergo dentro il mito. Abile miscela di marketing e arguzia nello sfruttamento del patrimono minerario. Una struttura sul mare, levigata dalle dune e carezzata dalle onde. Nacque colonia estiva per i bimbi dei dipendenti dell’allora società Piombozincifera sarda, erano gli anni Cinquanta. Con la mutazione degli interessi e la prospettiva di smettere la gestione diretta della Regione (la miniera chiuse nel 1968) alcune strutture finirono tra le fauci del tempo, la colonia tra queste. A metà degli anni Settanta, fu il figlio di un direttore della società di gestione ad acquisire via via l’edificio, una volta rientrato dalla sua missione di ufficiale dell’Esercito italiano. Per poi trasformare il rudere in uno degli hotel più glamour al mondo, dove stai con i piedi nel mare e il cuore nella storia, con l’aiuto di un trenino destinato a suo tempo al trasporto di minerali fino al pontile, i cui resti delimitano la spiaggia sul lato sinistro. <br />
<br />
Ora quei vagoni sono esposti in una più rilassante versione monumentale sull’originaria via ferrata. Oggi «la miniera non lavora più e la sabbia brucia il mare, come è blu il tuo mare», cantavano i Nomadi nel 1978 nella loro “Naracauli” dedicata all’o monimo villaggio (fu la sede della laveria, l’impianto per la separazione dei minerali dalle pietre) che s’incontra lungo strada, con gli edifici che raccontano ancora, nella suggestione dell’a rchitettura del palazzo direzionale, forza di un’economia che ha primeggiato in Europa. Sulle orme della storia qui ha preso forma l’  unica altra prospettiva possibile: il turismo. La rete dei vincoli di salvaguardia che si è sviluppata negli anni dovrebbe proteggere per sempre questo paradiso dal mattone. Al bordo della spiaggia, a delimitare il limite con le dune, due chioschi, uno in concessione privata e uno gestito dal Comune, ombrelloni e sdraio sull’arenile, docce, bagni, parcheggi in parte liberi, in parte a pagamento. Tutto il resto è vietato. Non potrebbe essere altrimenti nell’unica area dunale desertica d’Europa che in linea costiera fa tutt’uno fino al Sinis.<br />
Le tentazioni cementizie dovrebbero essere scongiurate. Scenari come quelli immaginati dalla società Riva di Scivu, a fine anni Novanta - con un insediamento turistico alberghiero di 60mila metri cubi, bloccato sul nascere - non dovrebbero trovare più spiragli d’a  ccoglienza. Piscinas è sotto la protezione del Sic (sito di interesse comunitario), è tutelato dalle norme nazionali ed è protetto dal piano paesistico regionale. Salvaguardia e conservazione integrale entro la fascia dei trecento metri (che per la conformazione dei luoghi appaiono decisamente pochi a qualsiasi profano di urbanistica) per mettere al sicuro le dune. Mare e miniera sono un compendio indivisibile. I blu, i grigi, i rossi che si sovrappongono sul mare allungano le suggestioni luminose fino a Ingurtosu, Naracauli, Pitzinurri, dove prende forma l’area montana fino ad Arbus. È la valle del Rio Piscinas. La giunta regionale guidata da Renato Soru aveva deliberato un bando internazionale per la riqualificazione e trasformazione dell’area. Gara deserta: troppo impegnativo per l’eventuale acquirente il costo delle bonifiche. Forse anche le volumetrie possibili sono state ritenute restrittive. Hanno avuto migliore successo i trasferimenti di alcune strutture dalla Regione al Comune e trasformate in servizi turistici e in un ristorante pizzeria.<br />
<br />
 Una parte del recupero ambientale è stato curato negli anni scorsi con gli interventi regionali nell’ambito del Parco geominerario. Ma si è trattato di interventi piccoli e parziali. Chi si intrattiene ai chioschi rivendica qualche servizio in più per migliorare la vira ai turisti. Chissà. Di certo, quando volti le spalle per il rientro, resta impressa la stessa fotografia che ebbe all’arrivo la giornalista immaginata da Pansa: «Una calma distesa d’acqua, di un bel grigio lucente, e attorno la perfezione delle dune... Mentre la sabbia le sembrò una crema spalmata dovunque, di colore identico a quello del cappuccino con la panna».<br />
</div><br />
fonte: lanuovasardegna</blockquote>

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			<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Basta mercantili le "Bocche" diventano parco]]></title>
			<link>http://www.sardegnanaturista.it/entry.php?10-Basta-mercantili-le-quot-Bocche-quot-diventano-parco</link>
			<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 13:37:14 GMT</pubDate>
			<description>86 allegati (http://www.sardegnanaturista.it/attachment.php?attachmentid=86)Da stamattina le Bocche di Bonifacio - cioè il  tratto di  mare che ...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><a href="http://www.sardegnanaturista.it/attachment.php?attachmentid=86&amp;d=1276608883" id="attachment86" rel="Lightbox_10" ><img src="http://www.sardegnanaturista.it/attachment.php?attachmentid=86&amp;d=1313609666" border="0" alt="Clicca sull'immagine per ingrandirla

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ID: 86" class="align_right size_thumbnail" /></a><div align="justify">Da stamattina le Bocche di Bonifacio - cioè il  tratto di  mare che  separa la Corsica dalla Sardegna - saranno parco. E  così una delle aree   marine più interessanti del Mediterraneo, non solo  sarà tutelata  (come in parte  già avviene) ma diventerà un’unica realtà  anche da un  punto di vista giuridico e  questo consentirà una più  assidua  collaborazione franco-italiana in ambito  scientifico.<br />
<br />
Due  le conseguenze immediatamente apprezzabili: sarà interdetto  il   transito alle navi che trasportano materiali pericolosi (circa 300   l’anno) e  verrà preservato l’habitat favorevole alle molte specie   marine che stanno  ripopolando l’area, a iniziare dalle balenottere.<br />
<br />
«In  un momento in cui il  mondo segue con enorme preoccupazione il  disastro  della piattaforma nel Golfo  del Messico - ha detto il  ministro  dell’ambiente Stefania Prestigiacomo - vanno  intensificate  tutte le  azioni che mettano al riparo gli angoli più preziosi del   nostro mare  dal rischio di incidenti ambientali. Da qui la proposta,  che   formalizzeremo con il Ministro Borloo, di interdire le Bocche di   Bonifacio,  eccezionale “giacimento” di biodiversità, al transito di   navi che trasportano  carichi pericolosi. Crediamo che l’Organizzazione   Marittima Internazionale  condividerà l’esigenza di tutela ambientale   che proviene dai due Governi anche  in considerazione del fatto che la   chiusura delle Bocche di Bonifacio ai  trasporti pericolosi non implica   un significativo allungamento delle  rotte».<br />
<br />
Il progetto per  l’istituzione di questo parco marino va avanti da una   ventina d’anni e  ha conosciuto ostacoli non tanto di natura politica  (una volta  tanto)  quanto di tipo giuridico: non si trovava la formula  che consentisse la   costituzione di un unico ente e quindi un unico  soggetto che potesse  ricevere  finanziamenti ed essere titolare di  progetti scientifici. La  svolta c’è stata il  9 aprile scorso, quando  un protocollo conclusivo è  stato firmato dai ministri  dell’Ambiente e  del Mare di Francia (Jeans  Louis Borloo) e Italia (Stefania   Prestigiacomo). <br />
<br />
Saranno i due  ministri stessi, stamane, a dare il via la  nuovo parco  marino che, per  intanto, ingloberà il parco della Maddalena  (italiano)  e la Riserva  naturale (francese) e che, in futuro, dovrebbe   estendersi a tutta la  fascia marina tra Sardegna e Corsica, con  l’obiettivo di  far inserire  quest’area nel Patrimonio dell’Umanità  tutelato dall’Unesco.<br />
<br />
Per   ora nell’agenda del nuovo parco ci dovrebbero essere tre azioni   principali: la  prima è la sperimentazione di un modello di gestione   congiunta attraverso lo  strumento comunitario del Gect (gruppo europeo   di cooperazione territoriale); la  seconda è di tipo scientifico e  punta  a mettere insieme laboratori, ricerche,  studi, staff e strutture   tecniche; la terza riguarda una sperimentazione in  materia di energia   pulita sulle isole di Spargi e Lavezzi. Il finanziamento  comunitario  di  avvio è di 1.8 milioni di euro in tre anni.</div></blockquote>

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			<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>A rischio erosione le spiagge del sud-est Ipotesi numero chiuso a Mari Pintau</title>
			<link>http://www.sardegnanaturista.it/entry.php?9-A-rischio-erosione-le-spiagge-del-sud-est-Ipotesi-numero-chiuso-a-Mari-Pintau</link>
			<pubDate>Thu, 27 May 2010 13:04:24 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[Da Quartu a Villasimius, litorali aggrediti dal cemento e spiagge-gioiello esposte all'erosione. Accesso limitato proposto anche per Porto sa Ruxi e...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><div align="justify">Da Quartu a Villasimius, litorali aggrediti dal cemento e spiagge-gioiello esposte all'erosione. Accesso limitato proposto anche per Porto sa Ruxi e Punta Molentis<br />
<br />
di ANDREA PIRAS<br />
<br />
C'era un tempo, neppure tanto lontano, che la sabbia del fondo del mare, finì dentro le sorbone e poi dentro le stive delle nevi. Risucchiata e destinata a diventare materiale di costruzione una volta ripulita dalla salsedine.<br />
<br />
E c'era un tempo in cui il cemento iniziò a riempire le coste, occupare spazi un tempo occupati dai torrenti e dai fiumi che per secoli avevano trasferito dall'entroterra i preziosi sedimenti capaci di costruire le spiagge. Case e ancora case: dal Margine Rosso a Geremeas e a Torre delle Stelle. E poi ancora più a est, verso Villasimius e i suoi trenta chilometri di litorali tra i più belli d'Italia. Invadendo, non raramente, le dune. Quei “compendi sabbiosi” - per dirla con gli esperti - trasformati in territorio di conquista e che smisero, improvvisamente, di dialogare col mare. Con l'acqua e le onde. Decretando la fine di un equilibrio ambientale e aprendo la strada a quel fenomeno erosivo accelerato e artificiale e non più naturale.<br />
<br />
LE EMERGENZE Quartu. Dalle parti di Is Mortorius, versante Capitana, l'onda accarezzava le spiagge candide. E magari le violentava. Oggi scarica la sua forza, quando s'ingrossa e s'infrange, sul cemento dei muri di recinzione delle ville in passato lontane dall'acqua. Sui garage e rimessaggi di barche che sempre più spesso s'allagano.<br />
<br />
Anna Paola Loi, che di Quartu è assessore all'Ambiente, ammette che servirebbe un serio programma di tutela della costa. «Che non può certo essere lasciato - dice - nelle mani di un Comune». Di fatto, uno studio preciso e puntuale sullo stato di degrado costiero (in termini di erosione), a Quartu non è stato ancora predisposto. «Per onor del vero una prima indagine venne predisposta anni fa nell'ambito anche del programma Agenda 21 a cui seguirono solo dichiarazione di intenti.<br />
<br />
Un lavoro successivo è stato sviluppato nell'elaborazione del Puc e del Piano idrogeologico, ma non si è entrati nel merito, in modo specifico, sul caso erosione. Sommariamente sono state individuate le aree maggiormente interessate dal fenomeno. In primo luogo quella di Capitana di Is Mortorius e di S'Oru e Mari».<br />
<br />
I MALI Una cosa è certa. Sulla costa quartese i mali esistono. E se l'acqua oggi si sta riprendendo i suoi spazi, la colpa è solo di una gestione scellerata, messa in opera anche nel versante di Sinnai, Maracalagonis, Villasimius.<br />
<br />
Così, se Mari Pintau denuncia l'impatto di una presenza di bagnanti in estate superiore al sopportabile (il Comune vorrebbe istituire il numero chiuso), anche Solanas sta dimostrando i suoi acciacchi. E problemi gravi iniziano a manifestarsi anche a Porto Sa Ruxi e Punta Molentis. «Sono aree delicate che non possono più sopportare troppi bagnanti. Per questo, se non da questa estate, dal 2011 sceglieremo il numero chiuso», dice il sindaco Tore Sanna. «Diverso il discorso di Campulongu, dove purtroppo si è costruito nel sistema dunale e oggi si vedono le conseguenze».<br />
<br />
VERSO EST E su Capu Longu è stato predisposto uno studio (firmato dal professor Enrico Montaldo per il Dipartimento di Ingegneria del territorio a cui hanno collaborato il professor Andrea Saba e gli ingegneri Claudia Mannai e Clorinda Cortis) per la protezione dal rischio idraulico e ambientale. «Su Campu Longu si è notato un arretramento della linea di costa tra il 1968 ed il 1980 nella parte più a sud, probabilmente legato all'urbanizzazione e che ha compromesso il naturale afflusso di sedimenti. È preoccupante l'ulteriore intercettazione di trasporto solido operata dal nuovo sistema di regimentazione delle acque del Golf Club nei versanti più montani», è la tesi degli esperti.</div><br />
<br />
06/04/2010 - L'Unione Sarda<br />
<br />

<iframe class="restrain" title="YouTube video player" width="640" height="390" src="//www.youtube.com/embed/pFmpX01RDpY?wmode=opaque" frameborder="0"></iframe>
</blockquote>

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			<dc:creator>Marco</dc:creator>
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		</item>
		<item>
			<title>Pro Sardigna, Arbus</title>
			<link>http://www.sardegnanaturista.it/entry.php?8-Pro-Sardigna-Arbus</link>
			<pubDate>Thu, 27 May 2010 08:34:18 GMT</pubDate>
			<description>Il territorio comunale si estende per 26.716 ettari, ed è uno dei più estesi della Sardegna. Posto sulla costa sud-occidentale, costituisce con il...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><div align="justify">
Il territorio comunale si estende per 26.716 ettari, ed è uno dei più estesi della Sardegna. Posto sulla costa sud-occidentale, costituisce con il Capo Frasca, l'estremo sud del golfo di Oristano.
Un ricco corredo di splendide immagini documentano la costa e il  territorio di Arbus. Dopo una passeggiata fra le spettacolari dune di  Piscinas, con Paolo Pusceddu assistiamo alla tradizionale lavorazione  del coltello arburese. Segue una breve passeggiata per le vie del paese a  bordo di un tipico carro a buoi.</div>
<br><br>
<div style="width:480px;" id="sdlplayer"><br/></div><script type="text/javascript" src="http://www.sardegnadigitallibrary.it/js/sdl.js">/* */</script><script type="text/javascript">ShowPlayer('http://www.regione.sardegna.it/flv/dl/flv_480/pro_sardigna_arbus.flv','http://www.sardegnadigitallibrary.it/immagini/17_176_20090107113938.jpg','480','360');</script></blockquote>

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		</item>
		<item>
			<title><![CDATA[Sassari: l'antica Tathari e l'Asinara]]></title>
			<link>http://www.sardegnanaturista.it/entry.php?7-Sassari-l-antica-Tathari-e-l-Asinara</link>
			<pubDate>Wed, 26 May 2010 12:39:07 GMT</pubDate>
			<description>Il centro storico di  Sassari, trasformato in un set cinematografico, è stato filmato dalle  telecamere di Yes Italia. Si è trattato di una occasione...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><div align="justify">Il centro storico di  Sassari, trasformato in un set cinematografico, è stato filmato dalle  telecamere di Yes Italia. Si è trattato di una occasione straordinaria  per presentare gli aspetti più inediti della città, forse più nota per  aver dato i natali a due presidenti della Repubblica, Antonio Segni e  Francesco Cossiga e ad uno degli esponenti politici più rappresentativi  della storia del dopoguerra come Enrico Berlinguer. Da Sassari breve  tappa all'Asinara dove, dopo un passato legato al carcere di massima  sicurezza, l'isola più selvaggia e misteriosa della Sardegna, si sta  affermando come meta turistica e ambientale.</div>

<br><br>
<div style="width:480px;" id="sdlplayer"><br/></div><script type="text/javascript" src="http://www.sardegnadigitallibrary.it/js/sdl.js">/* */</script><script type="text/javascript">ShowPlayer('http://www.regione.sardegna.it/flv/dl/flv_480/yes_italia_sassari.flv','http://www.sardegnadigitallibrary.it/immagini/17_146_20100524102637.jpg','480','354');</script></blockquote>

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		</item>
		<item>
			<title>Mandas il treno di D. H. Lawrence</title>
			<link>http://www.sardegnanaturista.it/entry.php?6-Mandas-il-treno-di-D-H-Lawrence</link>
			<pubDate>Wed, 26 May 2010 12:26:11 GMT</pubDate>
			<description><![CDATA[Le telecamere di Yes Italia, canale 818 di Sky, partono da Mandas  per ripercorrere alcune delle tappe del viaggio in Sardegna dell’autore  di "Sea...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><div align="justify">Le telecamere di Yes Italia, canale 818 di Sky, partono da Mandas  per ripercorrere alcune delle tappe del viaggio in Sardegna dell’autore  di "Sea and Sardinia" e "L'amante di Lady Chatterley". Per ricreare le  stesse suggestioni di allora è stata utilizzata la carrozza d'epoca  delle Ferrovie della Sardegna. Il treno rappresenta infatti uno  straordinario mezzo per raggiungere i luoghi più suggestivi della  Barbagia e sempre più spesso viene scelto dai turisti come alternativa  per una vacanza diversa e a contatto con la natura.</div>

<br><br>
<div style="width:480px;" id="sdlplayer"><br/></div><script type="text/javascript" src="http://www.sardegnadigitallibrary.it/js/sdl.js">/* */</script><script type="text/javascript">ShowPlayer('http://www.regione.sardegna.it/flv/dl/flv_480/yes_italia_mandas.flv','http://www.sardegnadigitallibrary.it/immagini/17_151_20100524110502.jpg','480','354');</script></blockquote>

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		</item>
		<item>
			<title>Ogliastra: le ali del vento</title>
			<link>http://www.sardegnanaturista.it/entry.php?5-Ogliastra-le-ali-del-vento</link>
			<pubDate>Wed, 26 May 2010 10:38:00 GMT</pubDate>
			<description>Maria Lai è la protagonista della puntata di Yes Italia, il canale satellitare di Rai International 818 di Sky. Si parla della magia del territorio...</description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote class="blogcontent restore"><div align="justify">Maria Lai è la protagonista della puntata di Yes Italia, il canale satellitare di Rai International 818 di Sky. Si parla della magia del territorio dell'Ogliastra dominato dai Tacchi, veri e propri monumenti naturali meta degli amanti del trekking e del free climbing. Dell'artista di Ulassai si racconta il percorso creativo particolarmente ispirato dalla forza espressiva del territorio, dalla sua gente e dal vento. Famosa la scultura che domina la vallata dove si trova un grande parco eolico. I monumenti dell'uomo si misurano con l'opera della natura e cercano di imbrigliare la forza del vento per restituirla sottoforma di energia.</div>  

<br><br>
<div style="width:480px;" id="sdlplayer"><br/></div><script type="text/javascript" src="http://www.sardegnadigitallibrary.it/js/sdl.js">/* */</script><script type="text/javascript">ShowPlayer('http://www.regione.sardegna.it/flv/dl/flv_480/yes_italia_ogliastra.flv','http://www.sardegnadigitallibrary.it/immagini/17_146_20100524112121.jpg','480','342');</script></blockquote>

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			<dc:creator>Marco</dc:creator>
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